Il precedente “volantino” e’ stato distribuito in n° 200.000 copie in Sicilia, in tutta la fascia tirrenica da Messina, a Milazzo, alle Isole Eolie e in tutta la fascia ionica sino a Taormina, ed ancora, in Calabria, in tutta la fascia dello Stretto da Reggio Calabria a Scilla.

Il Ponte, così come ideato e progettato, non rappresenta più L’EVENTO che può richiamare capitali mondiali con un ritorno economico, valutato sia in tempi medi di trenta - cinquanta anni, sia lunghi cento anni. Prova n’e’ che le previsioni di sviluppo economico dell'Italia meridionale dal 1971 (legge Ponte) non si sono realizzate, anzi per alcuni versi dall’Unita’ d’Italia il Sud è regredito, dove oggi l’unica industria è il commercio d’importazione.

Bisogna prendere atto della situazione attuale e modificare la strategia del Valore Aggiunto del Ponte ponendolo non all’interno dello “Stretto di Messina” ma dell’intera area del Mar Mediterraneo, in quanto l’area dove verrà posto il ponte ricade, grazie alla Natura, al centro dello stesso mare.

In quest’ottica è stato ideato il volantino, sintesi di un progetto che, se ulteriormente sviluppato, darà una soluzione duratura utilizzando le risorse che la natura ha fornito a tutto il “SUD”.

 

La rete ferroviaria

La rete ferroviaria in Sicilia e’ “obsoleta” e richiederebbe enormi investimenti per l’innovazione dei circa 1.500 km. esistenti, senza alcuna utilità economica e sociale, nemmeno sotto il profilo dell’inquinamento atmosferico in vista dell’ utilizzo per tutti i tipi di trasporto dell’idrogeno. Sarebbe necessario e utile smantellarla in uno con tutte le strutture connesse, e realizzare nell’area destinata ad esazione, servizi e ristoro dal lato Calabro di una gran centrale d’autolinee per tutte le destinazioni Siciliane fruendo fra l’altro della visione panoramica dello stretto dal ponte durante l’attraversamento.

Sull'attuale progetto del Ponte sospeso la sezione ferroviaria e’ posta al centro a doppio binario, con fascio di protezione, sia in entrata/uscita dalla Calabria che in uscita/entrata in Sicilia ed ha un costo rilevante per allacci alla rete ferroviaria esistente.

Chiunque attraversi il ponte utilizzando il treno posto al centro dello stesso, non riesce a vedere il panorama in quanto, (pochi sanno per mancanza di adeguata informazione) che per immettersi nel Ponte, alto sul livello del mare oltre 70 metri, è previsto il collegamento ferroviario in galleria tra Sicilia e Calabria.

 

La soppressione della linea ferrata sul Ponte e dei relativi collegamenti ferroviari comporterebbero per il costruttore (impresa multinazionale) un risparmio di circa 1.300 miliardi (costo '97) che in parte ridurranno l’evidente aumento del costo della costruzione del ponte dal ’97 ad oggi. Il contemporaneo smantellamento della rete ferroviaria in Sicilia e tutte le aree di pertinenza incluse le stazioni ferroviarie con l’utilizzo delle fasce di rispetto e del demanio marittimo connesso alla rete ferroviaria, potrebbe rappresentare la liberalizzazione di aree con risorse naturali mai utilizzate. Risorse destinate solo a servizi turistici per attrarre investimenti di capitali, così il ritorno economico sarà in tempi medi di circa 30 anni dall’esecuzione delle opere, che darebbero tutte insieme una visibilità alla Sicilia e Calabria unica al mondo e un afflusso turistico di centinaia di milioni di persone ogni anno.

Il turismo d’elite e di massa (ed in previsione in un prossimo futuro di un turismo “residenziale” proveniente dall'Europa settentrionale) è l’unica forza produttiva cui il Sud può e deve aspirare anche in considerazione d’eventi naturali epocali uno demografico il costante invecchiamento delle popolazioni Europee ed uno climatologico con la mutazione lenta del clima che penalizzerà sempre di più il Nord Europa e favorirà il clima del Mediterraneo e quindi dell’Italia del Sud ed è a questo che deve essere finalizzata la costruzione del ponte. Favorire il mega turismo sulle ali del ponte “Colapesce” è l’opportunità che l'Italia meridionale attende da secoli. Le risorse europee destinate al Sud fra qualche anno (2006) saranno solo un ricordo ed è con il Progetto Ponte che il Sud farà da traino all’economia del resto d’Italia che perde in competitività con il resto d’Europa, trasformando finalmente in risorse quello che oggi purtroppo è un peso per il resto d’Italia e d’Europa.

Creiamo un futuro ai nostri nipoti (per noi ed i nostri figli è tardi), daremo lavoro stabile ai disoccupati, godiamo e facciamo godere delle bellezze naturali, con grande gioia degli Ecologisti che temono, a ragione, l'impatto ambientale, a causa del deturpamento delle coste a causa delle gallerie per l’accesso della ferrovia al Ponte, aiutiamo a mantenere inalterato nel futuro il ricordo dei mitici viaggi di Ulisse e Ercole, eroi che attraversarono lo stretto di Messina.

IMITIAMO QUESTI EROI

 

DIAMO ENERGIA AD UN SOGNO

FACCIAMOLO DIVENTARE REALTA’

 

 

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